Psiconcologia

La specificità della psiconcologia è di rivolgersi a un paziente il cui disagio psicologico non dipende primariamente da un disturbo psicopatologico, ma è generato dalla situazione traumatizzante della malattia.

Lo Psiconcologo interviene non solo sul paziente, ma anche sul sistema famiglia.

Il cancro viene valutato come la “più tragica delle malattie”, per questo motivo, intorno ad esso gravitano metafore di sofferenza e di morte. Nel momento in cui si pone una diagnosi di cancro, nel paziente si scatena una serie di risposte emotivi tali da richiedere l’intervento di una figura professionale diversa da quella del medico oncologo. Secondo le più recenti ricerche in ambito psiconcologo, ogni persona che si ammala di cancro ha bisogno di essere sostenuta psicologicamente fin dal momento della diagnosi. Infatti, uno problematica che si presenta costantemente, riguarda la comunicazione della diagnosi. Coloro che non sono stati adeguatamente informati presentano atteggiamenti di rifiuto dello stato di malattia in cui comunque si trovano, altri presentano un atteggiamento di rassegnazione che poco aiuta ad essere attivi contro la malattia.

Cosa prova il malato quando gli viene diagnosticato il cancro, è nient’altro che paura. Quando si sta bene la minaccia di una malattia seria sembra remota, quando poi capita di ammalarsi si è scioccati e confusi. Inoltre l’incertezza può essere più difficile da sopportare, ed anche il non sapere che cosa aspettarsi, è uno stato molto doloroso. Il paziente si sente impreparato e smarrito in mezzo a un personale qualificato e indaffarato. Il paziente, a causa dei segni visibili del trattamento o della malattia, può sentirsi in imbarazzo. La maggior parte delle malattie serie, e il cancro in particolare, sembrano innalzare una barriera invisibile tra il malato e il resto della società.

Quando gli viene diagnosticato un tumore, il malato entra in un vero e proprio stato di “crisi”: un drammatico “cambiamento” caratterizzato da tre momenti principali:

  1. l’incontro con il problema, in cui il paziente prende consapevolezza del suo stato di malattia e dell’eventualità della propria morte; è in questa fase, così, che cambia il rapporto con se stessi e con gli altri, poiché muta la visione della vita stessa;
  2. il cambiamento dell’atteggiamento di familiari e parenti, che si mobilitano per cercare di aiutare al meglio il paziente;
  3. un’alterazione del proprio equilibrio attraverso l’individuazione di soluzioni adattive, conseguenti all’accettazione o meno della malattia.

In questo complesso alternarsi di pensieri, atteggiamenti e volontà del paziente affetto da cancro, il ruolo della psiconcologia è proprio quello di “guidare” il malato e i familiari non soltanto all’accettazione e alla “convivenza” con la malattia, ma soprattutto servirà al paziente per aumentare la stima di sé, aumentando le sue difese immunitarie e, quindi, incrementando le possibilità di successo della terapia. Il compito dello psiconcologo, quindi, è approfondire l’impatto psicologico e sociale che la malattia oncologica ha sulla vita del paziente e della sua famiglia. Il cancro, infatti, più di ogni altra malattia richiede al paziente un continuo sforzo fisico e mentale di adattamento e senza l’aiuto di un’équipe esperta sarebbe difficile preservare nel malato un’integrità psichica e fisica, continuamente minacciata dal ricordo delle esperienze passate, dalla percezione di una vicina minaccia di morte e dalla sensazione di non avere le forze per risollevarsi.

I principali disturbi della psiche in oncologia
Nei malati di tumore il rischio di seri risvolti psicologici non è certo raro, ma il considerarlo una cosa “normale” comporta, a volte, una sottovalutazione dei sintomi e un loro mancato trattamento; si possono sviluppare disturbi dell’adattamento, disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi della sessualità.
E’ quindi di fondamentale importanza anche la presenza di uno psiconcologo, che aiuti a spiegare e rallentare i processi psichici che possono insorgere nei pazienti nell’adattamento alla malattia, cercando di migliorare il più possibile la qualità di vita del malato e di chi gli sta vicino.

Le prestazioni che lo Psiconcologo può offrire sono molteplici:

–         Valutazione del disagio psicologico legato alla malattia, momento indispensabile per suggerire il successivo intervento.

–         Trattamenti psicoterapeutici individuali e di gruppo al fine di attivare quelle risorse interne capaci di condizionare quanto più positivamente possibile il decorso della malattia.

–         Sostegno psicologico alle famiglie dei pazienti neoplastici, così che anche la famiglia, attraverso un comportamento corretto, possa diventare “terapeutica”.