Dialogo familiare

Nella comunicazione familiare il dialogo, l’ascolto, l’attenzione sono gli elementi fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la maturità dei figli.
Per instaurare una comunicazione efficace è importante partire da una dimensione di ascolto, prestando attenzione alle emozioni e alle opinioni che i figli possono esprimere.
Un aspetto fondamentale della comunicazione in famiglia è l’apertura al dialogo, infatti, è possibile uno sviluppo più armonico e sereno se c’è maggiore confidenza con i genitori e se si creano situazioni in cui è possibile per ognuno raccontare le proprie esperienze, quanto accade durante la giornata; i bambini, i ragazzi risultano emotivamente più equilibrati e socialmente maturi.
La capacità dei genitori di impegnarsi nella comprensione della centralità della comunicazione per accogliere la nascita, la crescita, lo sviluppo e la maturità dei propri figli. Comunicare significa disporsi gli uni verso gli altri, genitori e figli, nella propria casa, nella quotidianità più intima delle relazioni felici e/o dolorose della vita in comune. La parola scambiata in famiglia è carica di significati condivisi, che devono essere accolti e interpretati perché i singoli soggetti li possano imparare, esercitare, sentire e, di nuovo, progettare. Nella conversazione familiare genitori e figli possono elaborare un progetto di vita dove la solidarietà, la lealtà, la giustizia innervano la relazione familiare e conducono a sostenere la creazione di una comunità di affetti e di pratiche dell’esistenza, che manifestano il fine del coltivarsi all’umanità. La conversazione deve farsi ascolto profondo, sentito, dialogato, autentico e l’esercizio di questo ascolto quotidiano significa disporre i genitori all’accoglienza dei figli. La parola scambiata e ascoltata, così come l’azione presentata e condivisa, può essere compresa solamente attraverso un esercizio costante di attenzione all’altro. Dunque nella conversazione familiare il dialogo, l’ascolto e l’attenzione sono i mezzi attraverso cui i genitori e i figli, reciprocamente, mettono in atto una donazione condivisa di forme di vita. Tuttavia tale progetto non è dato una volta per tutte e nemmeno può essere genericamente ricercato nella società. Deve essere costantemente costruito e rivissuto tramite un esercizio assiduo di conoscenza personale che i genitori attueranno nell’educazione dei figli e i figli consegneranno ai genitori attraverso la circolarità del dialogo, della parola, dell’ascolto imparato, ma anche rifiutato negli stadi della crescita evolutiva e poi ri-appreso e fatto autenticamente proprio. Il percorso che chiama genitori e figli a praticare e interpretare il progetto della propria vita è complesso: gli adulti/genitori devono consegnare ai propri figli il senso e il significato del loro essere nel mondo